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Copertina di Obey or Bleed

Obey or Bleed

di Tessa Kelwyn

Il tuo cuore non sceglie di chi innamorarsi…

Genere
Romance
Capitoli
30
Stato
Completato
Letture
5142

18+Recensione di mydrama · · Aggiornato

Lyra Ashen non avrebbe mai pensato di poter provare qualcosa per un mostro. È una giornalista intelligente, coraggiosa e tenace, in missione per far cadere un governatore corrotto, Pierce Leneghan, legato alla mafia. È concentratissima sul rivelare i suoi affari oscuri… finché non lo vede di persona.

Nel momento in cui Lyra posa lo sguardo su Pierce, non riesce più a ragionare lucidamente. L’Alpha avverte all’istante un’attrazione per la giovane e irresistibile giornalista e la reclama come la sua fated mate. Questo rende la missione quasi insostenibile per Lyra.

Non riesce a resistere al legame magnetico che la lega al potente Alpha. Ora deve scegliere: portare a termine ciò che ha iniziato oppure tuffarsi nell’onda della passione e arrendersi. Non vede più Pierce come un mostro, ma come un uomo che la fa sentire come non si è mai sentita prima.

Temi trattati in Obey or Bleed

👿 Enemies to lovers

🐺 Fated mates

⚜️ Mafia

🕊️ Second chance

♥️ Ragione contro sentimento

Perché leggere Obey or Bleed

🔥 Il potere della mafia che tiene alta la tensione per tutta la storia

🐺 Un legame werewolf per gli amanti del paranormal

🎯 Un’innegabile chimica tra nemici

I protagonisti

🕵️‍♀️Lyra Ashen
Impegnata nella missione di smascherare i segreti oscuri e gli affari sporchi di Pierce Leneghan, non avrebbe mai immaginato di potersi innamorare così facilmente. Lyra viene presentata ai lettori come una giornalista intelligente, coraggiosa e appassionata, costretta a districarsi nella trappola in cui è finita: scegliere tra la sua missione o seguire il cuore.

🧛‍♂️ Pierce Leneghan
Pierce è un Alpha e un criminale che conosce solo il lato oscuro della vita, finché non incontra Lyra. Il cuore gli batte all’impazzata quando la vede e non riesce a resistere al legame del destino. Nel corso della storia Pierce cambierà e mostrerà il suo lato più vulnerabile, che i lettori ameranno. “Ma nemmeno i mostri possono sopravvivere senza un cuore che batte nel petto”: questa splendida citazione di Colleen Hover descrive alla perfezione il protagonista e spinge i lettori a guardare oltre le apparenze. Obey or Bleed sarà una scelta perfetta per chi ama il dark romance.

Obey or Bleed – Capitolo 1

Il POV di Lyra

Se l’anno scorso mi aveste detto che sarei finita mezza nuda a ballare per politici viscidi in un lussuoso club clandestino, con addosso una microspia, probabilmente mi sarei strozzata con il mio caffè freddo e vi avrei dato dei pazzi.

Eppure eccoci qua. A fissare il mio riflesso nel camerino di The Burning Sun, il tipo di club in cui i segreti scorrono più veloci dello champagne.

Ho tirato il reggiseno nero di paillettes che a malapena mi copriva il seno e ho sistemato il perizoma coordinato, che per la mia dignità non faceva assolutamente nulla. Una maschera di velluto mi avvolgeva gli occhi, concedendomi giusto l’anonimato necessario per fingere che non fosse l’idea peggiore della mia vita.

E quel microfonino che ronzava sotto il reggiseno? Già, quello avrebbe dovuto farmi sentire una spia tostissima. Spoiler: non è andata così.

«Puoi farcela, Lyra», ho mormorato, cercando di non soffocare per il nervosismo. «Balla e basta. Registra quel verme corrotto. E fila via di qui.»

Facile, no?

«Stanza Tre», ha latrato una voce burbera. Uno dei buttafuori era sulla soglia, braccia incrociate e faccia di pietra. «Il governatore ti aspetta.»

Lo stomaco mi è precipitato. È ora dello spettacolo.

«Perfetto», ho detto con il sorriso più finto che l’umanità abbia mai visto, sfilandogli davanti a passo deciso, i tacchi che piantavano nel pavimento come se avessi davvero le idee chiare.

Il corridoio puzzava di sigari costosi, troppo dopobarba ed ego. Ho oltrepassato una tenda di velluto e sono entrata nella Stanza Tre, ovvero la fossa VIP del peccato. Divani di pelle disposti attorno a un piccolo palco privato e, seduto esattamente al centro come se fosse il padrone del mondo, il governatore Renshaw.

Un pezzo grosso. Con un ego ancora più grosso. Sorseggiava un bicchiere di whisky come se non fosse appena stato beccato a riciclare milioni, presunto beninteso.

Altri tre uomini lo affiancavano, tutti impettiti nei loro completi, impegnatissimi a sembrare importanti. Tranne lui. Il tizio all’estremità del divano? Non si muoveva, non parlava. Guardava e basta.

Alto. Mascella squadrata. Capelli neri lucidi. Aveva il tipo di viso che non dimentichi e, credetemi, io volevo dimenticarlo. Perché nell’istante in cui sono entrata, i suoi occhi si sono incollati ai miei come se fossi finita nella tana di un leone al rallentatore.

No. Non guardarlo. Concentrati su Renshaw. Sei qui per la missione.

Ho afferrato il palo come se fosse l’unica cosa stabile nella stanza e ho costretto il mio corpo a muoversi a ritmo con il battito che pulsava dagli altoparlanti. Lento, e sensuale.

«Cazzo», ha borbottato uno. «Renshaw, dove le trovi queste ragazze?»

«È nuova», ha risposto il governatore con un ghigno. «Mi piace la maschera. La fa sembrare misteriosa e un po’ pericolosa.» Carino. Davvero originale.

Mi sono accovacciata e sono avanzata carponi, tenendo lo sguardo fisso su chiunque tranne che sul tipo dalla faccia di ghiaccio che mi osservava come fossi la sua preda personale. Ma poi… sì. Ho sbirciato.

Il suo drink non si era spostato di un millimetro e le sue dita non avevano avuto un fremito. Ma quegli occhi, azzurri come il ghiaccio e ardenti come un fuoco lento, erano puntati su di me come se gli avessi appena sussurrato un segreto che solo lui poteva sentire. Ma che diavolo aveva?

Concentrati, Lyra. Sei qui per Renshaw. Non per il tizio che sembra capace di spezzare colli e bere scotch costoso nello stesso momento.

Ho ruotato i fianchi, strisciando fino al fianco del governatore. Ora di alzare il tiro. Gli ho fatto scavalcare una gamba sopra le cosce, le mani che gli scivolavano sul petto, i fianchi che si muovevano sul basso lento che faceva vibrare le pareti. Lui ha trattenuto il respiro e io mi sono sporta vicino, sfiorandogli l’orecchio con le labbra.

Ha sogghignato, decisamente troppo compiaciuto di sé. «Il carico arriva martedì», ha mormorato al tizio accanto a lui. Bingo.

«Va dritto a…»

«Alpha», lo ha interrotto uno dei completi, lanciando un’occhiata verso l’inquietante figura nell’ombra. «L’italiano vuole parlarti dopo.»

Alpha? Tipo, il suo nome vero? Un nome in codice?

Non ho avuto il tempo di elaborarlo, perché qualcosa dentro di me, una stupida forza magnetica, mi stava già trascinando di nuovo verso di lui. Ho provato a continuare a muovermi su Renshaw, ma ormai sembrava forzato. Come se il mio corpo sapesse di essere rivolto nella direzione sbagliata.

I miei occhi sono tornati su quello che chiamavano “Alpha”.

Non si era ancora mosso, ha solo portato il bicchiere alle labbra, bevendo lentamente, osservandomi con uno sguardo che mi ha fatto vibrare tutta la spina dorsale. Il tipo di sguardo che ti spoglia di molto più dei vestiti: ti spoglia delle scuse… delle bugie… delle maschere.

Le ginocchia hanno ceduto. Traditrici. Affamate di risposte o di pericolo o di qualcosa a cui non sapevo nemmeno dare un nome. Sono scivolata giù dalle gambe del governatore, ignorando il suo mugugno di blanda protesta, e mi sono riabbassata lentamente sul pavimento.

I palmi hanno baciato il palco, i fianchi hanno ondeggiato a ritmo mentre strisciavo lontano dal governatore e verso di lui, verso l’uomo il cui nome sapeva di guai e di potere.

Mi sono fermata quando ero in ginocchio proprio tra le sue gambe. Mi sono detta di distogliere lo sguardo. Di restare impassibile. Ma non l’ho fatto. Ho alzato gli occhi, dritti nei suoi, ed è lì che ho capito: avevo perso qualunque partita credessi di stare giocando.

Non ha detto una parola, ma si è mosso. La sua mano è avanzata, lenta e decisa, e mi ha afferrato una manciata di capelli.

Senza strattonare, senza farmi male. Quanto bastava per assicurarsi che non andassi da nessuna parte. La sua presa era sicura. Definitiva. Possessiva in un modo che non chiedeva: dichiarava.

Mi sono bloccata quando si è chinato e mi ha annusato il collo. Ho trattenuto il fiato. Il mio corpo si è irrigidito. Il cervello mi urlava alzati, scappa, mordilo, fai qualcosa, ma non l’ho fatto.

Sono rimasta immobile, con il calore che mi sbocciava lungo il collo come una reazione chimica che non potevo invertire.

Con la mano libera ha frugato nella giacca, ha tirato fuori una mazzetta di banconote e me l’ha appoggiata sul petto. Proprio in mezzo ai seni. Le nocche mi hanno sfiorato la pelle con intenzione. Come se ogni suo movimento fosse una minaccia travestita da carezza.

Poi ha parlato, piano e vicinissimo, come se la sua voce fosse un dannato segreto. «Che bella mate.»

Ho sbattuto le palpebre. Forte. Mate? Tipo… anima gemella? Medaglietta per cani? Linguaggio da setta ultra possessiva?

Prima che riuscissi a dire una parola, le sue dita hanno lasciato le banconote, risalendo, e mi ha preso il mento, costringendomi a guardarlo, come se distogliere lo sguardo non fosse più un’opzione.

Da vicino profumava di fumo e spezie e di qualcosa di più oscuro che non sapevo nominare. Il pollice mi ha sfiorato l’angolo della bocca e per una frazione di secondo ho dimenticato perché fossi lì.

«Ci rivedremo», ha detto. Poi si è alzato, la mano che mi lasciava andare come se mi restituisse alla gravità.

Si è allontanato come se non mi avesse appena capovolto la serata. Come se non avesse mandato in cortocircuito la mia missione e riprogrammato il mio dannato sistema nervoso.

E io sono rimasta lì, in ginocchio, con il cuore che mi batteva in gola e il cervello che si rifiutava di riavviarsi.

Trama di Obey or Bleed

Si e infiltrata sotto copertura per smascherare un governatore corrotto. E finita per essere rivendicata da un boss della mafia.

Lyra Ashen e una giornalista acuta e indipendente con un unico obiettivo: abbattere un politico potente con legami nel mondo criminale. Ma la sua missione si sgretola nell'istante in cui incrocia la strada di Pierce Leneghan, un criminale spietato e un Alfa dominante che la segna come sua compagna predestinata. Quando la fuga fallisce e la resistenza le procura lividi oltre al piacere, il mondo di Lyra precipita nell'ossessione, nel potere e nel desiderio.

Puo combatterlo. Puo odiarlo. Ha giurato che non si sarebbe mai innamorata di un mostro come lui. Ma i mostri non baciano cosi e probabilmente non sanguinano per te.

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POV di Lyra

Se l’anno scorso qualcuno mi avesse detto che mi sarei ritrovata mezza nuda, a ballare per politici viscidi in un elegante club sotterraneo mentre indossavo una microspia, probabilmente avrei rischiato di soffocare con il mio caffè freddo e gli avrei dato della pazza.

E invece, eccoci qui. A fissare il mio riflesso nello spogliatoio del Burning Sun, il tipo di locale dove i segreti scorrono più veloci dello champagne.

Tirai il reggiseno nero di paillettes che a malapena mi copriva il petto e sistemai il perizoma coordinato che non faceva proprio nulla per la mia dignità. Una maschera di velluto abbracciava i miei occhi, dandomi abbastanza anonimato per fingere che questa non fosse la peggiore idea che abbia mai avuto.

E quel microfono che vibrava sotto il reggiseno? Sì, avrebbe dovuto farmi sentire una spia tosta. Spoiler: non funzionava.

"Ce la puoi fare, Lyra", mormorai, cercando di non soffocare con i miei stessi nervi. "Balla e basta. Registra quello stronzo corrotto. E poi via da qui."

Facile, no?

"Stanza Tre", abbaiò una voce roca. Uno dei buttafuori era fermo sulla porta, le braccia incrociate e la faccia di pietra. "Il Governatore ti aspetta."

Mi si gelò lo stomaco. È l’ora dello spettacolo.

"Perfetto", dissi con il sorriso più finto dell’universo mentre gli passavo davanti, i tacchi che affondavano nel pavimento come se volessi davvero dire che facevo sul serio.

Il corridoio odorava di sigari costosi, troppo profumo e ego. Sgattaiolai oltre una tenda di velluto ed entrai nella Stanza Tre, alias la fossa VIP del peccato. Divani di pelle avvolgevano un piccolo palco privato, e seduto proprio al centro, come se possedesse il mondo, c’era il Governatore Renshaw.

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Trope

  • Fated Mates
  • Paranormale
  • Second Chance
  • Dark Romance
  • Werewolf
  • Forced Proximity
  • Mafia
  • Mate rifiutata
  • Bollente